Compare in circa il 2% dei pazienti, per lo più durante l'infanzia, ma può presentarsi fino ai 40 anni di età. Si verifica quando il pancreas è incapace di produrre insulina o ne produce quantità scarsissime, con conseguente rapido aumento dei valori della glicemia. I meccanismi che causano questo tipo di diabete, pur non essendo ancora del tutto chiariti, sono probabilmente legati alla presenza di autoanticorpi diretti contro le cellule del pancreas che producono l'insulina. Il processo viene attivato da un'infezione virale negli individui geneticamente predisposti.
Diabete tipo 2 o diabete mellito
Colpisce il 98% di pazienti. Questi si caratterizzano per il fatto di non saper utilizzare in maniera adeguata l'insulina che producono, spesso in eccesso; nell'80% dei casi sono in soprappeso oppure obesi. Il diabete tipo 2 si manifesta di solito nell'adulto, ma di recente è stato riscontrato un aumento di diabete tipo 2 anche tra i giovani, legato soprattutto all'obesità. E' possibile ridurne l'incidenza con interventi - per lo più di tipo comportamentale - molto efficaci. Vi è infatti una stretta connessione fra incremento del soprappeso e dell'obesità e l'aumento dei casi di diabete, considerato che alcune alterazioni metaboliche e comportamentali alla base dell'aumento di peso sono anche causa del diabete di tipo 2 e che l'obesità provoca ulteriori alterazioni metaboliche che accelerano l'insorgenza del diabete.
Il diabete gestazionale
Rappresenta una condizione temporanea che si manifesta durante la gravidanza, interessa il 2-4% di tutta le donne incinte e comporta un aumentato rischio di sviluppo di diabete in epoca successiva. Nel caso in cui non venga diagnosticato e trattato, il diabete può essere causa di problemi importanti sia per la madre sia per il feto. Sono più a rischio le donne in sovrappeso e con un parente di primo grado affetto da questa patologia. Oggi tutte le donne in attesa di un figlio vengono sottoposte a una procedura di screening attraverso un'analisi che prevede il controllo della glicemia un'ora dopo aver bevuto una soluzione di 50 grammi di glucosio.

Il 2006 passera' forse
alla storia come l'anno della rivoluzione contro questa malattia, che conta
nel mondo circa 194 milioni di pazienti, destinati a raddoppiare entro il
2030. Le agenzie regolatorie Usa e Ue, Food and Drug Administration (Fda) ed
Emea, hanno infatti dato il via libera all'impiego della prima insulina
inalatoria nei malati di diabete di tipo 1 e 2. Il prodotto, Exubera*
dell'americana Pfizer, e' stato salutato come la prima novita' nel
trattamento sostitutivo a base di insulina da circa 80 anni a questa parte.
Sempre Oltreoceano, Eli Lilly & Co. attende il disco verde europeo per
l'anti-diabete 2 Byetta* (exenatide). Gia' in vendita negli States, il
farmaco si 'ispira' a un enzima prodotto dalle ghiandole salivari della
lucertola Gila Monster ed e' il primo di una nuova classe (incretino-mimetici).