Fibroidi: trattamento diminuisce degenza, ma aumenta rischio nuovo ricovero
Rispetto all'isterectomia,
l'embolizzazione dell'arteria uterina (EAU), un trattamento minimamente
invasivo per i fibroidi, diminuisce la permanenza in ospedale di circa tre
giorni, ma aumenta significativamente il rischio di nuovi ricoveri.
Precedenti studi avevano suggerito che la EAU offra dei vantaggi rispetto
alla chirurgia quale trattamento dei fibroidi, ma gli studi che hanno
investigato questo argomento hanno incluso pazienti con una forte preferenza
per il trattamento, e mancavano di un gruppo di controllo. Sulla base del
presente studio, il quesito sulla reale idoneità della EAU quale alternativa
all'isterectomia in termini di efficacia, costi e qualità della vita rimane
ancora senza risposta. (Am J Obstet Gyn 2005; 193: 1618-29)
Banding
gastrico adattabile: buoni gli esiti della gravidanza
Le complicazioni
correlate alla gravidanza risultano ridotte, e buoni gli esiti per il
bambino, quando donne gravemente obese si sottopongono a banding
gastrico laparoscopico adattabile (LAGB). Alcune procedure di chirurgia
bariatrica complicano le gravidanze in quanto determinano inadeguatezze
alimentari, e portano quindi alla diminuzione del peso neonatale. La LABG
può potenzialmente evitare questi problemi in quanto la banda gastrica può
essere regolata per adattarsi alle alterate necessità della gravidanza. In
base al presente studio, con l'applicazione di questa tecnica, gli esiti
neonatali, compresi nati-mortalità, basso ed elevato peso neonatale,
risultano coerenti con le frequenze riscontrate nel resto della popolazione.
(Obstet Gynecol online 2005, pubblicato il 2/11)
Clamidia: uomini
circoncisi trasmettono meno l'infezione
Le partner sessuali
femminili degli uomini circoncisi hanno minori probabilità di contrarre
l'infezione da Chlamydia trachomatis rispetto a quelle di uomini non
circoncisi. Questo batterio costituisce la causa più frequente di infezione
a trasmissione sessuale, e nelle donne può causare serie complicazioni
riproduttive, oltre ad essere associato ad un aumento del rischio di tumore
cervicale. E' stata precedentemente riportata la riduzione della prevalenza
della trasmissione di papillomavirus ed Hiv da parte di uomini circoncisi,
ma la correlazione fra circoncisione e trasmissione di clamidia non era mai
stata esplorata prima d'ora. Probabilmente, la presenza del prepuzio
comporta maggiori probabilità di trattenere secrezioni cervicovaginali
infette per una durata di tempo maggiore, aumentando di conseguenza la
probabilità di infezione dell'uretra peniena e della trasmissione alla
vagina durante il coito. (Am J Epidemiol 2005; 162: 907-16)
Lupus eritematoso
sistemico: gravidanze con esiti infausti prima della diagnosi
Anche prima di una
diagnosi di lupus eritematoso sistemico (LES) le donne che successivamente
svilupperanno la malattia hanno maggiori probabilità di andare incontro ad
esiti negativi delle gravidanze rispetto alle altre. Gli esiti negativi
fetali, come la natimortalità, le nascite pretermine ed i difetti di
crescita, si osservano nelle gravidanze complicate dal lupus anche prima che
la malattia divenga evidente a livello clinico nella madre. Evidentemente,
queste pazienti presentano dei problemi anche prima che vi siano sintomi
sufficienti a giustificare una diagnosi di LES, il che suggerisce la
presenza di uno status pre-patologico finora non investigato. (Am J
Obstet Gynecol 2005; 193: 1444-55)
Leiomioma: efficace
embolizzazione arteria uterina
L'embolizzazione
dell'arteria uterina garantisce un controllo sicuro e duraturo dei leiomiomi.
Il presente studio costituisce la prima ampia indagine a determinare gli
esiti a lungo termine dell'embolizzazione uterina, e questi risultati sono
eccellenti, con una piccola percentuale di pazienti con recidiva di
formazioni fibroidi e nessun effetto negativo a lungo termine rilevabile. I
risultati dopo cinque anni sono chiaramente della stessa portata di quelli
della miomectomia, che è l'altra principale terapia conservativa in uso
oggi. Dato che l'embolizzazione uterina presenta una ripresa più semplice
della miomectomia, essa rappresenta un'opzione terapeutica più accattivante
per le donne con formazioni fibroidi sintomatiche che vorrebbero comunque
mantenere il proprio utero. L'obiettivo per le ricerche future consiste
nell'esplorazione del ruolo di vari fattori di crescita e correlati all'angiogenesi
per i quali è nota l'associazione con i fibroidi allo scopo di determinare
il modo in cui essi potrebbero modulare le recidive. Sono anche oggetto
d'indagine vari materiali embolizzanti per determinare quale potrebbe
garantire il maggior controllo della formazione fibroide. (Obstet Gynecol
2005; 106: 933-9)
Vulvovaginite
ricorrente da candida connessa a stress cronico
Le donne con
vulvovaginite ricorrente da candida presentano una diminuzione nel picco
mattutino di cortisolo nella saliva, il che costituisce un segno di stress
cronico. Fra queste pazienti inoltre si riscontra più spesso un'anamnesi di
vaginosi batterica, herpes genitale e condiloma rispetto al resto della
popolazione, il che supporta l'ipotesi di una riduzione dell'immunità locale
nelle donne con candidosi vaginale ricorrente. Sono necessari ulteriori
studi per evidenziare le connessioni fra questi dati, ma il presente studio
dimostra che lo stress cronico potrebbe svolgere un ruolo nella patogenesi
della candidosi vulvovaginale ricorrente. (Am J Obstet Gynecol 2005;
193: 1376-81)
Accettato il test
delle urine a domicilio per la clamidia
Gli adolescenti ed i
giovani adulti stanno oggi accettando il test a domicilio per la
Chlamydia trachomatis. Lo screening di questo batterio tramite la
raccolta delle urine a domicilio, la notifica mediante posta ed il
trattamento mediante regolare assistenza sanitaria rappresenta dunque una
pratica bene accetta fra i soggetti di età compresa fra 15 e 29 anni. Questo
tipo di test sulle urine potrà dunque essere impiegato in futuro sia per lo
screening della popolazione generale che per quello dei gruppi ad alto
rischio. I più propensi a sottoporsi all'esame sono i soggetti con infezione
in corso, di giovane età, che hanno avuto molti partner, relazioni brevi e
che si sono già sottoposti in passato a test per la clamidia. (Sex Transm
Dis 2005; 32: 557-62)
Depressione
postmestruale: non chiari benefici fototerapia
Al momento attuale non
vi sono dati sufficienti a supportare o smentire l'efficacia della
fototerapia nel trattamento della depressione correlata al disordine
disforico postmestruale (PMDD), una forma grave di sindrome postmestruale (PMS).
Gli inibitori del riassorbimento della serotonina rappresentano il
trattamento di scelta per la PMDD, ma questi farmaci hanno seri effetti
collaterali, soprattutto negli adolescenti. Sono quindi necessarie terapie
alternative. La fototerapia è stata proposta come alternativa per questa
condizione, ma la maggior parte del supporto per questo tipo di intervento
proviene da letteratura non scientifica. Dato che i singoli studi non sono
riusciti a gettare luce sulla questione, è stata condotta una meta-analisi
sui dati pubblicati. I dati disponibili , benché suggeriscano la possibilità
di lievi effetti di questo tipo di intervento, sono di limitata qualità
metodologica e su campioni ristretti: sono necessarie indagini più estese
per definire il ruolo, se mai ce ne sarà uno, della fototerapia nel
trattamento della depressione associata a PMDD. (Am J Obstet Gynecol
2005; 193: 658-61)
Incontinenza grave correlata
con rischio depressione
Le donne con incontinenza
urinaria moderata-grave sono più esposte al rischio di depressione maggiore
e dovrebbero essere monitorate per questa condizione. Incontinenza e
depressione maggiore sono altamente prevalenti nelle donne lungo tutto il
corso della loro vita, ma entrambe le condizioni sono sottoriportate,
sottodiagnosticate e sottotrattate. Con l'aumento della consapevolezza delle
due patologie e della potenziale associazione fra di loro, la speranza è di
migliorare il rilevamento ed il trattamento di queste due condizioni
stressanti, migliorando pertanto la qualità della vita di milioni di donne.
(Obstet Gynecol 2005; 106: 585-92)
Obesità e diabete
connessi ad esiti negativi gravidanza
Obesità e diabete sono
fattori di rischio indipendenti di un certo numero di esiti negativi della
gravidanza, come parto cesareo primario e basso peso neonatale. L'entità
dell'effetto, comunque, varia in base al gruppo etnico. Benchè un attento
monitoraggio del diabete durante la gravidanza possa migliorarne gli esiti
nelle donne diabetiche, l'approccio a lungo termine a livello di sanità
pubblica dovrebbe essere improntato alla prevenzione del diabete di tipo 2e
di quello gestazionale mediante il controllo del peso delle donne nel corso
dell'intero arco della loro vita. Un elevato peso prima della gravidanza,
comunque, è connesso ad un aumento del rischio di preeclampsia in tutti i
gruppi etnici, ed anche di parto cesareo primario, ma ad un minor rischio di
basso peso neonatale, in base all'analisi combinata. (Am J Public Health
2005; 95: 1545-51)
|